Tutti a parlare di FEDEZ..

Se, ai tempi del discorso della montagna, ci fosse stata la Tv, avremmo probabilmente avuto il miglior pezzo televisivo di tutti i tempi. Quel genere funziona molto bene in Tv, talvolta «nonostante» la Tv. Succede così che l’intemerata di Fedez contro la Lega e la Rai al Concerto del Primo Maggio diventi indiscutibilmente il vero caso televisivo del 2021. Nonostante la Rai.

Lasciate stare per un attimo i contenuti, concentratevi sul tono perentorio di chi parla (ci parla come se fosse l’ultima volta che lo faranno parlare in Tv), sulla sua «gestione» del caso una volta sceso dal palco (la pubblicazione del video della telefonata con la dirigenza Rai), la capacità di polarizzare l’opinione pubbilca e, prima ancora, politica. O con Fedez o contro di Fedez
Certo: i lavoratori dello spettacolo maltrattati a discapito di quelli del pallone, il Ddl Zan, la censura preventiva, quel «Caro Mario» un po’ ironico rivolto a Draghi, cui i suoi stessi ministri danno del lei, sembrano stare lì per dividere. O con Fedez o contro di Fedez, perché la prerogativa di tutti i grandi predicatori è quella di dividere, prima ancora che unire. «Non sono venuto a metter pace, ma spada», diceva sempre quello del discorso della montagna (Matteo, 10, 34). Rapper, influencer o predicatore che lo si voglia considerare, guardando Fedez in Tv abbiamo capito cinque cose. Queste.

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