È stato un attacco operato da due kamikaze a provocare l'esplosione avvenuta nella domenica delle Palme all'esterno di una cattedrale cattolica nella città di Makassar, nell'isola indonesiana di Sulawesi. Lo ha riferito la polizia locale, dicendo che 4 persone legate ai kamikaze sarebbero state arrestate e altre sono attualmente ricercate. I due kamikaze autori dell'esplosione sono arrivati a bordo di una moto e si sono fatti saltare fuori dal cancello principale. "Volevano entrare nel complesso della chiesa", ha spiegato il portavoce della polizia Argo Yuwono. I due attentatori sono morti nell'esplosione e la moto è stata distrutta. "Stiamo raccogliendo resti umani per poter identificare il sesso dei kamikaze", ha spiegato la polizia. I feriti sarebbero almeno 20, tra cui cinque fedeli che erano appena usciti dalla chiesa per assistere alla messa. La polizia: "I kamikaze erano membri di gruppo fedele a Isis" La polizia ritiene che i due kamikaze fossero membri del gruppo militante Jemaah Anshorut Daulah, che ha giurato fedeltà allo Stato islamico ed è responsabile degli attacchi kamikaze realizzati in Indonesia nel 2018 contro alcune chiese. Lo ha riferito il capo della polizia nazionale, il generale Listyo Sigit Prabowo, parlando con i giornalisti durante una visita sul luogo dell'attentato. Sempre secondo la polizia, uno dei due kamikaze responsabili dell'attacco di oggi, identificato solo con l'iniziale L, era legato all'attentato suicida del 2019 nelle Filippine contro la cattedrale di Nostra signora del Monte Carmelo a Jolo, nella provincia di Sulu, in cui rimasero uccise 23 persone. Il capo della polizia indonesiana ha riferito inoltre che è emerso che i due attentatori di Makassar erano legati a un gruppo di sospetti militanti arrestati nella stessa città il 6 gennaio, quando una squadra anti-terrorismo della polizia uccise due sospetti militanti e ne arrestò altri 19: inizialmente la polizia avrebbe dovuto arrestare anche le due persone poi uccise per il loro presunto ruolo nell'attacco nelle Filippine. La "ferma condanna" da parte del presidente Widodo Il presidente indonesiano, Joko Widodo, ha espresso "ferma condanna" per l'attentato, invitando i cittadini a "mantenere la calma" nella celebrazione del loro culto in quanto "lo Stato garantisce la sicurezza dei fedeli". "Condanno fermamente questo atto di terrorismo e ho ordinato al capo della polizia di indagare a fondo sull'organizzazione dei sospetti e di smascherarla fino alle sue radici", ha dichiarato Widodo in un intervento trasmesso dalla televisione. "Il terrorismo è un crimine contro l'umanità e non ha nulla a che fare con nessuna religione", ha aggiunto Widodo, "tutti gli insegnamenti religiosi rifiutano il terrorismo a qualsiasi titolo". Il presidente indonesiano ha poi invitato a pregare per la "guarigione immediata" delle persone rimaste ferite. In Indonesia, il Paese a maggioranza musulmana più popolato del mondo, le chiese cristiane sono spesso obiettivo degli estremisti islamici. Nel maggio 2018 un attentato contro tre chiese nell'isola di Giava, poi rivendicato dall'Isis, causò 13 morti.

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