Calabria non sara' ZONA ROSSA

CATANZARO Al via gli Stati generali sull’emergenza Covid 19 in Calabria. Al tavolo convocato dal presidente ff della Regione Spirlì la possibilità di dichiarare la Calabria zona rossa, una possibilità che peraltro, stando al tenore delle dichiarazioni rese a margine della riunione dallo stesso Spirlì e dal commissario della sanità calabrese Guido Longo al momento non è suffragata da dati concreti.

Calabria zona rossa?
«Io ritengo che la cosa più giusta sia valutare territorio per territorio. Purtroppo sappiamo che in queste settimane e l’avevamo previsto, sono aumentati i contagi e sono aumentati tra i più giovani, andremo a valutare territorio per territorio quello che sarà necessario. Non farei di tutta l’erba un fascio come si sta facendo sui social. Fate tacere i social disinformati, è bene – dice il presidente ff parlando con i giornalisti – che parlino le persone che sanno, non quelle che pensano di sapere, perché a noi dei tecnici da stadio del lunedì mattina al bar dello sport su quello che avrebbe dovuto fare l’Inter, la Lazio o la Reggina o il Catanzaro il giorno prima non ce ne frega niente. Stiamo parlando di vite umane, non di due calci al pallone». Sulla possibile zona rossa “frenata” anche di Longo: «Non c’è questa tendenza, bisogna vedere la situazione come indice dei contagi. I contagi sono un po’ in aumento ma speriamo che i dati odierni ci rassicurino. L’occupazione delle terapie intensive – afferma il commissario – è ancora minimale, ne abbiamo 156 ma sono occupate in minima parte, non abbiamo un grosso intasamento delle terapie intensive, assolutamente no. Neanche nei reparti in area medica. Non destano particolare preoccupazione. Siamo ancora capienti, non ci sono problemi». I dati
Del resto, anche i dati evidenziano che la situazione in Calabria non è da allarme rosso, nemmeno con riferimento alla scuola, A esempio, non c’è una correlazione significativa tra la diffusione dei contagi e le lezioni in presenza: il dato emerge all’esito di una approfondita ricerca nazionale condotta da una squadra di epidemiologi, medici, biologi e statistici. Un risultato che di fatto smentisce il senso delle ordinanze di chiusura delle scuole adottate da Spirlì e puntualmente bloccate e bocciate dal Tar. «Il rischio zero non esiste – afferma in buona sostanza la ricerca – ma sulla base dei dati raccolti la scuola sembrerebbe essere ad uno dei luoghi più sicuri rispetto alle possibilità di contagio». Lo studio è stato effettuato analizzando i dati ufficiali fino a coprire un campione iniziale pari al 97% delle scuole italiane: «I numeri – si legge nella ricerca – dicono che l’impennata dell’epidemia osservata tra ottobre e novembre non può essere imputata all’apertura delle scuole», il tasso di positività dei ragazzi rispetto al numero di tamponi eseguito è inferiore all’1%. Il problema delle vaccinazioni
Sul tavolo degli Stati generali uno dei temi più sensibili è quello della campagna vaccinale, che in Calabria stenta parecchio. Parlando con i giornalisti a margine della riunione, il commissario Longo ha specificato che la campagna va «un po’ a rilento in tutto il Paese», e che comunque in Calabria «siamo riusciti, dopo molto lavoro, a organizzarci come prenotazione e tutto. Non è stato facile, ci sono stati problemi ma ci siamo riusciti ampiamente. Sulla distribuzione – ha quindi rilevato il commissario – abbiamo avuto ampie assicurazioni e rassicurazioni circa la fornitura di Pfizer, Moderna e Astrazeneca: arriveranno in quantità sufficienti in base alla popolazione». A sua volta, nel corso degli Stati generali, anche Spirlì ha evidenziato che «ci sono problemi anche nella grande Lombardia. Se ci sono delle incertezze ancora, sono a livello nazionale, non solo regionale. Nella nostra regione diventano un po’ più critiche perché abbiamo una situazione critica della nostra sanità». Insomma, alle nostre latitudini ci si sofferma in una sorta di giustificazionismo che però i dati dell’Aifa rendono un po’ debole, se si considera che le persone vaccinate in Calabria, quelle che hanno ricevuto almeno una dose, sono il 7,1%, la percentuale più bassa in Italia: quanto agli ultraottanteni va meglio ma la nostra regione è comunque 14esima e sotto la media nazionale, e con riferimento agli immunizzati ultraottantenni è terz’utima con una percentuale del 7,6%. Inoltre – sempre secondo l’ultimo monitoraggio Aifa – delle 285.460 dosi consegnate le somministrazioni sono soltanto 202.947 (71,1%): ma il dato più preoccupante è che allo stato la Calabria ha circa 83.000 dosi in frigorifero. Spirlì sostiene che con il commissario Figliuolo c’è «un cambio di passo e un rapporto di grande disponibilità verso la Calabria»: dal generale comunque potrebbe arrivare qualche elemento di valutazione in più, visto che – per come annunciato oggi ai giornalisti dallo stesso Spirlì – Figliuolo in questa settimana scenderà nella nostra regione per controllare la situazione. Altri dati
Ovviamente, ci sono altri temi all’ordine del giorno. Sull’“irruzione” del presidente della Commissione antimafia Morra al Dipartimento di prevenzione dell’Asp di Cosenza Longo si è limitato a un “no comment”, mentre Spirlì, stimolato dai giornalisti, ha detto «Morra chi?». Infine, il nodo sub commissari, ancora non nominati dal governo. «Penso che l’arrivo dei sub commissari sia ormai questione di giorni, almeno mi auguro. Non è un problema di uomini, ci vogliono anche i generali e i colonnelli, e quelli ancora devono arrivare, ma penso che arriveranno a giorni», ha detto Longo. Spirlì invece, parlando con i giornalisti, si è lanciato nella sua solita immotivata e scomposta dichiarazione: «Sui sub commissari dovete essere chiari, però, i sub commissari glieli deve dare il ministero della Salute e il ministro dell’Economia e Finanza. I sub commissari che devono affiancare il prefetto Longo devono essere nominati a Roma e non a Catanzaro, dobbiamo incominciare a scrivere le cose per come vanno scritte. Qui – rimarca il presidente ff – le polemiche non servono, non bisogna caricare a molla la gente di Calabria contro la gente di Calabria. Bisogna cominciare ad alzare la voce verso quei palazzi che sono stati sordi in questi anni. Il giochino che si sta facendo molto spesso è elettorale, qui c’è la pessima politica che sta cercando di riprendersi un posto che Jole Santelli e questa amministrazione, che sotto il nome di Santelli lavorerà fino all’ultimo giorno, non glielo farà prendere. Quella mala politica – conclude Spirlì – sta cercando di rientrare in questo palazzo, facendo finita di essere non politica»

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